Ci sono sere di settembre in cui l’orto sembra fermarsi per qualche minuto. Il lavoro della giornata rallenta, l’aria si fa più fresca e il cielo, poco alla volta, si accende.
Il rosso del tramonto scende dietro gli alberi e sembra colare nello stagno. Si posa sull’acqua, si infila tra le foglie delle ninfee e ne disegna i contorni con riflessi rosa, arancio e rame.
È uno spettacolo semplice e ogni volta diverso. Lo stagno, nato come spazio per accogliere piante acquatiche e piccoli animali, nelle sere di fine estate diventa anche uno specchio: raccoglie il cielo e restituisce all’orto una luce nuova.
Intorno, le piante diventano sagome scure, i rumori si abbassano e per un momento tutto invita a fermarsi e guardare. Anche questo fa parte della vita di Controcoltura: coltivare, prenderci cura dei luoghi e saper riconoscere la bellezza quando arriva.
Le sere di settembre durano poco, ma lasciano il segno. Soprattutto quando il cielo cola il rosso nello stagno.





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