🌱 Un anno che mette radici: il 2025 all’Orto di Controcoltura 🌳


Un anno che mette radici: il 2025 all’Orto di Controcoltura

Il 2025 è stato un anno intenso, generoso e profondamente trasformativo per l’Orto di Controcoltura. Un anno fatto di mani nella terra, nuove strutture, sperimentazioni agricole, progetti culturali e soprattutto di persone. Tante persone che hanno attraversato l’orto, rendendolo uno spazio sempre più vivo, condiviso e capace di restituire valore al territorio.

Coltivare, tutto l’anno

Il 2025 ha segnato una tappa importante con la prima vera esperienza di orto invernale, che ci ha permesso di continuare a coltivare anche nei mesi più freddi, sperimentando nuove pratiche e varietà.

La serra è diventata sempre più centrale: uno spazio molto attivo, dedicato in particolare alle piante da seme, fondamentale per rafforzare l’autoproduzione e l’autonomia dell’orto.

Accanto alle coltivazioni tradizionali, abbiamo ampliato le produzioni speciali: 100 kg di miele raccolti, l’avvio della coltivazione dello zafferano e l’introduzione di pratiche rigenerative come il lombricompost, per migliorare la fertilità del suolo e ridurre gli sprechi in una logica davvero circolare.

Acqua, alberi e nuovi spazi condivisi

Tra gli interventi strutturali più significativi dell’anno c’è stato il completamento dello stagno, oggi un vero ecosistema vivo che ospita anfibi, insetti e biodiversità spontanea.

Abbiamo inoltre realizzato una nuova tettoia, finalmente utile per ripararci dalla pioggia, risistemato la culla degli alberi che ospita circa 400 piante e creato una nuova zona dedicata alle piante aromatiche, rendendo l’orto più accogliente, funzionale e capace di rispondere a nuove esigenze.

Abbiamo poi scavato dei canali di drenaggio sotterranei per drenare i ristagni idrici che danneggiavano molte coltivazioni.

Imparare facendo: laboratori e formazione

Il 2025 è stato anche un anno di grande apertura e formazione. Abbiamo ospitato:

Comunità, cultura e relazioni

Il 2025 è stato anche l’anno dei festeggiamenti: Controcoltura ha compiuto 10 anni, celebrati insieme a LAP con una festa che ha ripercorso il cammino dell’associazione e rilanciato nuove prospettive future.

Sono proseguiti e cresciuti progetti culturali con la splendida rete di associazioni del territorio, come Onda Cinema (con Fondazione Cariplo e Cassinainrete), Radici e Visioni, e la prosecuzione di azioni ormai diventate classiche, come il ciclo Viaggiatori e le ciclo Viaggiatrici del Futuro e il Family Camp, che hanno intrecciato ambiente, narrazione e partecipazione.

Momenti di socialità e condivisione hanno scandito l’anno: il Contro Mercatino, tornato dopo qualche anno di latitanza, il Controcenone e numerosi pranzi e caffè improvvisati tra una zappata e l’altra.

La Festa dell’Albero e il ruolo di Custode della Biodiversità

Uno dei momenti più significativi e simbolici del 2025 è stata la Giornata dell’Albero, che ha rappresentato un vero passaggio di maturità per Controcoltura.

Insieme a volontari, famiglie e cittadini abbiamo piantato 50 nuovi alberi nell’area intorno al cimitero di Camporicco, contribuendo alla nascita di un nuovo bosco urbano e rafforzando la rete ecologica del territorio.

Ma la giornata non si è fermata alla piantumazione. In quell’occasione, Controcoltura è diventata ufficialmente la prima associazione in Lombardia a essere riconosciuta come “Custode della Biodiversità”, aderendo al Patto di rete del progetto europeo LIFE NatConnect2030, promosso da Legambiente.

Un riconoscimento importante, che segna un impegno concreto e continuativo: prendersi cura degli alberi, monitorare gli spazi naturali e costruire alleanze tra cittadini, associazioni e istituzioni per una gestione condivisa e responsabile del territorio.


Il 2025 ci ha insegnato che un orto non è solo un luogo di coltivazione, ma uno spazio di relazione, apprendimento e restituzione.
Un luogo dove crescono piante, ma soprattutto radici comuni.


Guardando al 2026

Nel 2026 vogliamo continuare a camminare lentamente, seguendo il ritmo delle stagioni. Prenderci cura degli alberi piantati, del bosco che cresce, dei suoli che maturano e delle relazioni che chiedono tempo e ascolto. Vogliamo custodire la biodiversità non solo come patrimonio naturale, ma come pratica quotidiana, fatta di attenzione, presenza e scelte consapevoli.

Ci immaginiamo un orto sempre più vivo tutto l’anno, attraversato da laboratori, incontri, racconti, mani curiose e saperi che si scambiano. Un luogo dove si impara facendo, dove l’agricoltura incontra la cultura e dove ogni gesto, anche il più piccolo, contribuisce a un disegno più grande.

Il 2026 sarà un anno per nutrire ciò che è stato seminato, per rafforzare le radici e lasciare spazio a nuove visioni.
Perché prendersi cura della terra, alla fine, è un modo gentile e radicale di prendersi cura del futuro.


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